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I progetti di CADIS

Un’ecologia integrale della guarigione: CADIS promuove la leadership femminile e la sovranità locale alle c

2026-06-26 11:25

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Un’ecologia integrale della guarigione: CADIS promuove la leadership femminile e la sovranità locale alle conferenze internazionali di Roma

CADIS ha recentemente portato la propria esperienza sul campo in due incontri internazionali

ROMA — A testimonianza dell’impatto dell’azione umanitaria ispirata alla fede, Camillian Disaster Service International (CADIS) ha recentemente portato la propria esperienza sul campo in due incontri internazionali di alto livello tenutisi a Roma. Promuovendo un rivoluzionario cambiamento di paradigma, CADIS sostiene una “Ecologia integrale della guarigione” che pone le comunità locali — e in particolare le donne — non come destinatarie passive degli aiuti, ma come protagoniste principali della ricostruzione post-catastrofe e del cambiamento sistemico.
 

Tracciare percorsi per transizioni giuste

Il mese è iniziato con un simposio di alto livello, tenutosi dal 16 al 18 giugno presso Casa La Salle, ospitato dal progetto «Il futuro del lavoro dopo la Laudato Si’» (FOWLS) e organizzato dalla Commissione Cattolica Internazionale per le Migrazioni (ICMC, Ginevra). L’esclusivo incontro ha riunito 50 esperti internazionali per affrontare le sfide intersecanti del cambiamento climatico, del degrado ambientale e del mutamento del panorama lavorativo.

Invitato a intervenire in una tavola rotonda dedicata al tema «Industrie estrattive e bene comune», padre Aris Miranda, MI, direttore CADIS, ha messo in luce come l’estrazione aggressiva delle risorse devasti in modo sproporzionato le comunità vulnerabili già provate da disastri naturali e causati dall’uomo.
 

Ridefinire la salute globale: l’ecologia integrale della guarigione

A seguito del simposio FOWLS, CADIS ha partecipato alla conferenza del Comitato per il Settore Sanitario di Caritas Internationalis, tenutasi presso il Centro Mariapoli di Castel Gandolfo dal 24 al 25 giugno. Organizzata con il patrocinio del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, questa assemblea ha riunito sostenitori della salute globale e operatori umanitari per affrontare le crisi concomitanti del cambiamento climatico, della salute del pianeta e delle migrazioni forzate.
 

È proprio in questa occasione che padre Miranda ha tenuto una presentazione di grande rilevanza: «L’ecologia integrale della guarigione: ripensare la salute e la resilienza climatica attraverso la leadership delle donne». Attingendo a un decennio di documentazione operativa sul campo raccolta nel volume commemorativo appena pubblicato da CADIS, Fede in azione: un decennio di compassione e resilienza con CADIS, l’intervento ha messo in discussione le tradizionali strategie di soccorso imposte dall’alto. Fondandosi sul carisma camilliano della misericordia, la presentazione ha sostenuto che la salute fisica, mentale e spirituale sono dimensioni del tutto inscindibili della dignità umana.

 

«La vera resilienza nasce nel momento in cui una comunità passa dall’essere un destinatario passivo della carità a diventare un agente attivo della propria sicurezza».

CADIS ha condiviso prove significative tratte dalle sue operazioni globali, dimostrando come modelli di assistenza localizzati e basati sulla comunità possano sanare le ferite invisibili delle crisi climatiche e geopolitiche.

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Negli insediamenti urbani informali della città di Cebu (tra cui Sitio Lawis, Sitio Tierra Dulce, Sitio Wang Yu e Sitio Nangka Ville), i modelli di aiuto standard sono stati sostituiti da un progetto pluriennale di empowerment. Sulla scia di eventi devastanti come i super tifoni Haiyan e Odette, le donne del posto si sono mobilitate per costituire organizzazioni popolari (PO) a livello comunitario. Grazie a una formazione su misura per il contesto locale, queste leader hanno elaborato protocolli di sicurezza antincendio per i quartieri, hanno mitigato le inondazioni stagionali e hanno esercitato con successo pressioni sugli enti governativi locali per ottenere miglioramenti infrastrutturali a lungo termine.
 

Nelle aride distese di Baringo e Wajir, in Kenya, dove il cambiamento climatico oscilla come un pendolo distruttivo tra siccità pluriennali e improvvise inondazioni, CADIS è andata oltre le soluzioni temporanee. Invece di affidarsi al costoso trasporto dell’acqua con autocisterne, CADIS ha ripristinato il pozzo strategico di Wajir, liberando da questa dipendenza quasi 4.000 persone.

L’intervento ha abbinato un sistema di pompaggio alimentato a energia solare e un’infrastruttura di stoccaggio da 10.000 litri a una formazione localizzata sull’uso razionale dell’acqua (RUW). Fondamentalmente, la gestione è stata affidata a un comitato direttivo guidato da donne, dimostrando che la giustizia ambientale e il benessere emotivo sono profondamente intrecciati.

 

L’evoluzione più significativa di questo quadro basato sui diritti si è manifestata durante la crisi dei rifugiati ucraini in Polonia. In seguito allo scoppio del conflitto nel 2022, la Provincia camilliana polacca ha assunto immediatamente la gestione operativa dei primi sportelli di accoglienza alla Stazione Centrale di Varsavia — un mandato ufficialmente prorogato dalle autorità cittadine fino al 2025.

 

Fondamentale per il loro successo è stato «Harna» (donna forte, orgogliosa e bella), un innovativo spazio di coworking e rifugio psicologico progettato espressamente per le donne sfollate. Fornendo spazi di lavoro professionali, formazione linguistica e percorsi di formazione professionale, il progetto ha superato le barriere strutturali al lavoro, consentendo a una percentuale senza precedenti del 95% dei rifugiati qualificati assistiti da CADIS di inserirsi agevolmente nel mondo del lavoro.
 

La profonda scalabilità di questo modello è emersa quando due collaboratrici di CADIS hanno ricevuto prestigiosi riconoscimenti statali per aver costruito una solidarietà transfrontaliera. In particolare, la collaboratrice Adriana Porowska è passata dall’accompagnamento in prima linea dei rifugiati alla carica di vicesindaco di Varsavia, per poi essere nominata dal Presidente Ministro nazionale della Società Civile. Il suo percorso ha rappresentato la prova definitiva che l’accompagnamento relazionale e basato sulla fede ha il potere di espandersi e di influenzare direttamente la politica nazionale.

 

Un appello all’azione per la Chiesa mondiale

A conclusione del suo intervento, padre Miranda ha rivolto al panel di Caritas Internationalis un appello urgente e triplice all’azione, inquadrando la resilienza climatica non come una sfida ingegneristica o finanziaria, ma come un impegno profondamente morale, spirituale e relazionale:

 

  • Integrare l’assistenza psicosociale e spirituale: le reti umanitarie globali devono integrare sistematicamente la salute mentale e l’accompagnamento spirituale in tutti i bilanci destinati alla risposta ai cambiamenti climatici, riconoscendo che gli aiuti materiali rimangono incompleti se il trauma emotivo non viene affrontato.
  • Passare dalla carità alla sovranità: le organizzazioni devono abbandonare attivamente i modelli tradizionali di carità a breve termine per orientarsi verso quadri sostenibili e basati sui diritti che favoriscano la completa autosufficienza socio-economica e professionale.
  • Istituzionalizzare la leadership femminile: le risorse e il potere decisionale devono essere affidati direttamente ai gruppi di donne all’interno delle sfere parrocchiali e civiche.

 

Dotando le donne del ruolo di protagoniste principali oltre i confini globali, la Chiesa mondiale non si limita a rispondere alle crisi, ma costruisce un futuro profondamente risanato e dignitoso per la nostra casa comune.


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