Il progetto “Rafforzare le comunità per un’autosufficienza sostenibile: un progetto biennale di Fase II, Città di Cebu, Filippine” si svolge nei quattro insediamenti informali altamente vulnerabili e densamente popolati della Città di Cebu (Sitio Lawis a Pasil, Sitio Tierra Dulce a Inayawan, Sitio Wang Yu a Mambaling e Sitio Nangka Ville a Quiot Pardo). Tutti i «sitios» si trovano all’interno dell’Arcidiocesi di Cebu. Questi insediamenti urbani poveri sono fortemente esposti a frequenti inondazioni, incendi e rischi ambientali. Sono caratterizzati da grave sovraffollamento, condizioni abitative precarie, mancanza di servizi igienico-sanitari adeguati e di accesso all’acqua, nonché da un’elevata prevalenza di problemi di salute quali malnutrizione, infezioni respiratorie, dengue e ipertensione.
Questa Fase 2 del progetto mira a consolidare i risultati e i traguardi raggiunti dal programma triennale sulla resilienza conclusosi nel 2025. Mentre la prima fase ha portato alla costituzione dei comitati comunitari iniziali e alla formazione in materia di salute, la Fase 2 si concentra essenzialmente sul sostegno alla partecipazione comunitaria, all’indipendenza finanziaria e all’integrazione delle politiche.
Organizzazione e partner
L’iniziativa è promossa congiuntamente da CADIS International, responsabile del monitoraggio generale e della valutazione d’impatto, e dal partner locale di attuazione VPHCS (Visayas Primary Healthcare Services, Inc.), una ONG con sede a Cebu City incaricata delle operazioni quotidiane sul campo, della mobilitazione della comunità e della gestione del personale tecnico. Il progetto è finanziato dalla CEI, la Conferenza Episcopale Italiana.
Obiettivi del progetto
Il progetto mira a promuovere la resilienza e lo sviluppo sostenibili guidati dalla comunità, responsabilizzando i residenti nella gestione autonoma dei rischi di catastrofi, della salute pubblica e dei mezzi di sussistenza. I suoi obiettivi specifici includono:
- Sviluppare e istituzionalizzare piani di sostenibilità a lungo termine e autogestiti per la gestione delle catastrofi, la salute e i mezzi di sussistenza.
- Sfruttare i successi del progetto per condurre attività di advocacy politica presso gli enti locali (LGU).
- Avviare e potenziare progetti comunitari relativi ai mezzi di sussistenza per rafforzare l’autosufficienza economica.
- Ampliare e professionalizzare la formazione degli operatori sanitari comunitari (CHW) in aree specializzate (salute materna, nutrizione infantile, salute mentale e igiene ambientale).
- Progettare e attuare campagne sanitarie mirate per promuovere il benessere e la prevenzione.



Attività chiave
Il piano d’azione biennale è strutturato in fasi operative distinte ma interconnesse:
Attività del primo anno:
- Pianificazione della sostenibilità: organizzazione di workshop partecipativi di valutazione dei bisogni (analisi SWOT) e di sessioni con i comitati comunitari per definire i ruoli e redigere quattro piani formali di sostenibilità (uno per ogni Sitio).
- Sensibilizzazione e documentazione: formazione dei membri della comunità alla raccolta di dati e alla compilazione di casi di studio di successo; mappatura dei dipartimenti chiave delle amministrazioni locali (LGU) e avvio di dialoghi istituzionali.
- Avvio delle attività di sostentamento: conduzione di analisi di mercato partecipative, organizzazione formale di gruppi di sostentamento, erogazione di formazione in materia di pianificazione aziendale e alfabetizzazione finanziaria, e distribuzione di capitale iniziale o materie prime per l’avvio di microimprese.
- Formazione avanzata in ambito sanitario (assistenza materno-infantile): valutazione delle esigenze degli operatori sanitari comunitari (CHW), sviluppo di moduli formativi personalizzati e conduzione di corsi di formazione incentrati sulla salute materna e sulla nutrizione infantile, supportati da tirocini sul campo.
- Campagne sanitarie e screening: Indagine di riferimento sulle conoscenze e gli atteggiamenti locali (indagine KAP); sviluppo di materiali IEC (Informazione, Educazione e Comunicazione) culturalmente appropriati e avvio di campagne comunitarie su dengue, nutrizione e servizi igienico-sanitari.
Attività del secondo anno:
- Consolidamento e monitoraggio: organizzazione di riunioni trimestrali di revisione con i comitati comunitari per monitorare i piani di sostenibilità e facilitare gli scambi di apprendimento tra pari tra i diversi insediamenti.
- Integrazione delle politiche: elaborazione di documenti informativi formali e infografiche per incontri ad alto livello con i responsabili delle decisioni delle amministrazioni locali (LGU), al fine di istituzionalizzare i modelli comunitari nelle agende delle amministrazioni locali.
- Resilienza economica avanzata: valutazione delle prestazioni delle microimprese già avviate, erogazione di formazione avanzata sul marketing e sulla gestione della catena del valore, e collegamento dei gruppi a mercati più ampi.
- Professionalizzazione degli operatori sanitari comunitari (salute mentale): Sviluppo di moduli e organizzazione di corsi di formazione sul primo soccorso psicologico e sulla salute mentale di base, facilitando al contempo l’inclusione degli operatori sanitari comunitari nella pianificazione sanitaria locale.
Risultati attesi
L’intervento mira a ottenere impatti duraturi, che portino alla piena autonomia della comunità entro il 2028:
- Resilienza istituzionalizzata: 4 comitati comunitari locali ben strutturati, indipendenti e in grado di attuare e monitorare i propri piani di emergenza e di sviluppo senza un costante aiuto esterno.
- Riconoscimento politico: integrazione formale delle iniziative guidate dalla comunità nei piani di sviluppo e nelle ordinanze delle amministrazioni locali (LGU), garantendo il sostegno istituzionale e il potenziale accesso ai finanziamenti pubblici.
- Autosufficienza economica: almeno un progetto comunitario operativo e redditizio per ogni Sitio, finalizzato all’aumento del reddito familiare e alla diversificazione dei mezzi di sussistenza per far fronte alle crisi economiche.
- Assistenza sanitaria comunitaria qualificata: un corpo altamente qualificato di operatori sanitari comunitari (CHW) in grado di fornire in modo indipendente assistenza primaria, monitoraggio nutrizionale, supporto di primo livello per la salute mentale e efficienti servizi di riferimento medico.
- Sensibilizzazione e prevenzione: miglioramento sostanziale delle condizioni igienico-sanitarie locali e delle abitudini igieniche, con conseguente riduzione dell’incidenza di malattie prevenibili (come la dengue e le infezioni di origine idrica).
Fattori di sostenibilità
La progettazione della Fase II è intrinsecamente incentrata su una strategia di uscita graduale:
- Sostenibilità economica: la forte enfasi sull’imprenditorialità, sulla formazione aziendale avanzata e sui collegamenti con il mercato consente ai gruppi comunitari di generare profitti autonomi, garantendo che le attività sanitarie e di risposta alle emergenze diventino autofinanziate nel tempo.
- Sostenibilità istituzionale: l’ottenimento di accreditamenti ufficiali e la firma di protocolli d’intesa (MOU) o risoluzioni formali con le amministrazioni locali (LGU) crea un legame strutturale permanente con le autorità governative.
- Sostenibilità socioculturale: adottando un approccio di sviluppo comunitario basato sulle risorse (ABCD), il progetto non impone soluzioni esterne. Al contrario, professionalizza le risorse umane già presenti all’interno degli insediamenti, trasferendo la piena titolarità dei processi agli stessi residenti.
Il progetto “Rafforzare le comunità per un’autosufficienza sostenibile: un progetto biennale di Fase II, Città di Cebu, Filippine” è realizzato con il contributo dei fondi dell’8xmille alla Chiesa Cattolica. Ricorda di destinare anche l’8xmille alla Chiesa cattolica.


