Progetto finanziato con la quota Irpef dell’otto per mille allo Stato.
La Fondazione Camillian Disaster Service International (CADIS) ha avviato ad aprile un nuovo progetto nella sottocontea di Elnur, nella contea di Wajir (Kenya), dal titolo “Verso lo sviluppo sostenibile attraverso la sicurezza alimentare e l’approvvigionamento idrico”.
La sottocontea di Elnur è un’area arida e semi-arida (ASAL) afflitta da povertà estrema, mancanza di infrastrutture, analfabetismo (76%) e insicurezza alimentare cronica, aggravata da siccità ricorrenti e gravi. La popolazione locale ha tradizionalmente fatto affidamento sulla pastorizia, ma le crescenti sfide climatiche stanno spingendo le comunità a diversificare i propri mezzi di sussistenza orientandosi verso l’agricoltura. Il progetto mira a sostenere circa 3.000 famiglie, concentrandosi sui gruppi più vulnerabili quali anziani, bambini, persone con disabilità e donne in gravidanza o in allattamento.
L’iniziativa è guidata da CADIS International e CADIS Kenya, in collaborazione con la Delegazione Camilliana del Kenya. Questo progetto segna la seconda fase, incentrata su misure di resilienza a lungo termine che seguono immediatamente la risposta di emergenza a breve termine.
Obiettivi del progetto
L’obiettivo generale è ridurre la povertà e promuovere la resilienza a lungo termine della comunità di Wajir, migliorando la sicurezza alimentare e favorendo l’adattamento ai cambiamenti climatici. Gli obiettivi specifici sono:
- Fornire agli agricoltori locali competenze relative alle tecnologie agricole climaticamente intelligenti (Agricoltura climaticamente intelligente – CSA).
- Migliorare l’accesso all’acqua per l’irrigazione, l’uso domestico e l’abbeveraggio del bestiame.
- Sostenere attivamente la partecipazione degli agricoltori fornendo loro mezzi di produzione e servizi di consulenza in azienda.
Attività principali
Il piano d’azione si estende su un periodo di 36 mesi e comprende una serie di macro-attività interconnesse:
- Preparazione tecnica e organizzazione sociale: Realizzazione di indagini di base e analisi chimiche del suolo e dell’acqua. Organizzazione di seminari per mobilitare la comunità e costituzione di gruppi di lavoro registrati presso i servizi sociali.
- Formazione e sviluppo delle capacità (TOT): Organizzazione di workshop formativi per 20 operatori locali (Formazione dei Formatori – TOT) su tecniche di agricoltura intelligente, gestione del suolo, delle colture, dell’acqua e del bestiame, affinché possano trasmettere queste conoscenze alla comunità. Infrastrutture idriche ed energia pulita:
- Realizzazione di indagini geofisiche e perforazione di due pozzi alimentati da energia solare. Installazione di sistemi di stoccaggio dell’acqua (serbatoi sopraelevati) e di efficienti sistemi di irrigazione a goccia.
- Sostegno alla produzione agricola: recinzione di due appezzamenti di terreno comunitari e costruzione di strutture di stoccaggio agricolo per prevenire le perdite post-raccolta. Preparazione di vivai e piantine, nonché distribuzione di sementi e attrezzature agricole a 300 beneficiari.
- Mentoring e imprenditorialità: assistenza tecnica continua sul campo fornita da esperti attraverso dimostrazioni pratiche di agricoltura biologica. Formazione specifica sullo sviluppo di piccole imprese, sui piani aziendali e sulle strategie di marketing per la vendita dei propri prodotti.
- Monitoraggio e valutazione: monitoraggio continuo con rapporti trimestrali e attuazione di valutazioni periodiche (formative, intermedie e finali).
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Risultati attesi
Il progetto mira a ottenere impatti tangibili e misurabili all’interno della comunità:
- 20 agricoltori formati (TOT) con competenze tecniche avanzate hanno formato a loro volta 300 agricoltori affinché diventino pienamente autosufficienti nell’applicazione di tecnologie agricole sostenibili e resilienti ai cambiamenti climatici.
- Un approvvigionamento costante e accessibile di acqua pulita sia per il consumo umano e animale che per le attività agricole, riducendo le distanze attualmente percorse che spesso superano i 30 km.
- Aumento delle rese agricole per nucleo familiare, diversificazione delle colture e maggiore offerta di prodotti alimentari sul mercato locale, riducendo l’attuale dipendenza dagli aiuti umanitari esterni.
- Aumento del reddito familiare degli agricoltori attraverso la vendita delle eccedenze agricole e una riduzione delle perdite post-raccolta grazie a strutture di stoccaggio dedicate.
- Coesione sociale e inclusione: Maggiore inclusione attiva delle donne (che presentano i tassi di analfabetismo più elevati della zona) e dei giovani nei processi produttivi e decisionali.
Fattori di sostenibilità
Il progetto ha integrato strategie specifiche per garantire la continuità dei benefici anche dopo la sua conclusione:
- Sostenibilità economica e finanziaria: la comunità partecipa attivamente fornendo terreni e manodopera. Parte dei proventi derivanti dalla vendita dei prodotti agricoli sarà reinvestita per finanziare in modo autonomo le attività future, con il sostegno di accordi di collaborazione a lungo termine con l’amministrazione della contea.
- Sostenibilità istituzionale: CADIS vanta una presenza di lunga data nell’area, che le ha permesso di instaurare un profondo rapporto di fiducia con i capi villaggio, le autorità locali e vari gruppi tribali e religiosi, garantendo un sostegno istituzionale forte e duraturo.
- Sostenibilità socioculturale: le metodologie impiegate rispettano la nascente vocazione agricola della popolazione. L’enfasi sulla formazione professionale garantisce che le competenze e le infrastrutture tecnologiche (come gli impianti solari e l’irrigazione a goccia) rimangano un patrimonio di conoscenze che possa essere gestito in modo completamente autonomo dai beneficiari locali.





