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I progetti di CADIS

Celebriamo i Martiri della Carità Camilliani - il messaggio del presidente di CADIS

2026-04-28 13:12

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Celebriamo i Martiri della Carità Camilliani - il messaggio del presidente di CADIS

Celebriamo i Camilliani Martiri della Carità - 25 maggio 2026

Cari Camilliani, collaboratori, partner e amici,

 

in questa sacra occasione del 25 maggio, ci riuniamo nello spirito e nella missione per commemorare la Festa dei Martiri della Carità Camilliani, quei più di 300 coraggiosi testimoni che hanno offerto la propria vita al servizio dei malati, dei feriti e dei dimenticati, spesso in mezzo a guerre, epidemie e disastri. La loro eredità non è solo un ricordo che conserviamo; è una chiamata viva che continua a plasmare chi siamo e come serviamo.


I martiri che onoriamo oggi incarnavano una forma radicale di carità, che trascendeva la paura, l’interesse personale e persino l’istinto di autoconservazione. Hanno scelto di rimanere al fianco dei sofferenti quando sarebbe stato più facile allontanarsi. Sono rimasti fedeli all’imperativo evangelico espresso nelle parole di Gesù Cristo: «... tutto ciò che avete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25,40). San Camillo de Lellis raccomandava ai suoi discepoli «di vedere Cristo nel malato e di essere Cristo per loro». Così facendo, hanno rivelato il cuore stesso del nostro carisma camilliano: servire i malati e i poveri con compassione, competenza e dedizione incrollabile, anche a rischio della propria vita.

 

Mentre riflettiamo sul passato, nella attualità non possiamo ignorare le grida urgenti provenienti dal conflitto in corso in Medio Oriente. Intere comunità sono direttamente colpite dalla violenza: famiglie sfollate dalle loro case, feriti che hanno un disperato bisogno di cure mediche, bambini privati di sicurezza e istruzione, e sistemi sanitari spinti oltre i loro limiti. Allo stesso tempo, le conseguenze indirette si propagano ben oltre le zone immediate di conflitto: inflazione economica, aumento della povertà, insicurezza alimentare, traumi psicologici, mezzi di sussistenza compromessi e fragili comunità ospitanti che lottano per accogliere chi cerca rifugio.

 

Queste realtà esigono da noi non solo empatia, ma una risposta concreta e coordinata. I bisogni sono immediati e multiforme: assistenza sanitaria d’emergenza per i feriti, accesso ai farmaci essenziali, sostegno psicosociale per chi è traumatizzato dalla guerra, protezione per i più vulnerabili e il ripristino della dignità umana fondamentale. Altrettanto critici sono i bisogni a lungo termine: ricostruire le strutture comunitarie, sostenere i mezzi di sussistenza, rafforzare le capacità sanitarie locali e promuovere la resilienza tra le popolazioni che vivono in una prolungata incertezza.


Nei suoi dieci anni di esistenza, la Fondazione CADIS ha cercato di incarnare una risposta globale alle diverse crisi in cui è intervenuta. Da rapidi interventi di emergenza a programmi di sviluppo sostenibili, abbiamo accompagnato le comunità in alcuni dei loro momenti più difficili. Oggi, la situazione in Medio Oriente ci chiama ancora una volta a intensificare questo impegno. Ci sfida ad agire con urgenza, pensando al contempo oltre il soccorso immediato verso una ripresa sostenibile e una resilienza orientata alla pace.

 

Questa evoluzione – dalla risposta alle crisi alla costruzione della resilienza – riflette una comprensione più profonda della nostra missione. La compassione non consiste solo nell’essere presenti nei momenti di sofferenza acuta; consiste anche nel dare alle persone e alle comunità gli strumenti per resistere alle avversità future, per riprendersi con dignità e per ricostruire le loro vite anche in mezzo a un’instabilità continua. In questo modo, il nostro lavoro onora i martiri non solo ricordando il loro sacrificio, ma estendendo la loro eredità alle realtà più pressanti del nostro tempo.

 

Nulla di tutto questo sarebbe possibile senza lo sforzo collettivo dell’intera famiglia camilliana e dei nostri collaboratori. Ai religiosi, ai partner laici, agli operatori sanitari, ai volontari, ai donatori e ai leader delle comunità: il vostro impegno è stato la forza motrice dietro ogni vita toccata e ogni segno di speranza restituito. Di fronte alla crisi, la vostra solidarietà diventa ancora più vitale – non solo attraverso il servizio diretto, ma anche attraverso la difesa dei diritti, la mobilitazione delle risorse, la preghiera e la promozione di una cultura di pace.

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Mentre celebriamo questa giornata, dobbiamo anche confrontarci con le realtà più ampie che plasmano il nostro panorama umanitario. La concomitanza di conflitti armati, disastri legati al clima e sfide sanitarie globali continua ad accrescere la vulnerabilità umana. L’esempio dei Martiri della Carità Camilliani ci ricorda che la nostra risposta non può essere parziale o esitante. Deve essere coraggiosa, coordinata e profondamente radicata nella nostra identità.

 

Guardando al futuro, i prossimi anni ci chiamano ad approfondire il nostro impatto. Ciò significa rafforzare le capacità locali in contesti fragili, investire in sistemi sanitari basati sulla comunità, integrare cure informate sul trauma e costruire partnership che migliorino sia la portata che la sostenibilità. Significa anche garantire che la nostra azione umanitaria rimanga ancorata al rispetto della dignità umana, all’imparzialità e all’impegno incrollabile a servire i più bisognosi, indipendentemente dai confini, dal background o dalle credenze.

 

Oggi, mentre ricordiamo i martiri, preghiamo tutti insieme per la giustizia e la pace nel mondo. Potete seguire la novena ai Martiri della Carità Camilliani, che inizierà il 16 maggio. Chiediamoci e riflettiamo anche: come siamo chiamati a incarnare il loro spirito in un mondo segnato da crisi complesse e prolungate? Dove siamo chiamati a essere solidali, anche quando è difficile o costa caro? Queste sono le domande che daranno forma alla nostra fedeltà alla missione che ci è stata affidata.

 

Nel rendere grazie per i primi dieci anni di CADIS, lo facciamo con umiltà e determinazione. L’eredità che riceviamo è profonda, ma richiede azione: un’azione compassionevole, strategica e risoluta di fronte alle realtà di oggi.

 

Possa la testimonianza dei Martiri della Carità Camilliani continuare a ispirarci. Possa il loro sacrificio guidare la nostra risposta ai bisogni urgenti del nostro tempo. E possa la nostra missione condivisa contribuire, anche in modi piccoli ma significativi, al ripristino della pace e della dignità per tutti.

 

Con gratitudine e solidarietà,


Fr. José Ignacio Santaolalla Sáez, MI

Presidente CADIS International

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